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DSA

Pubblicato: agosto 17, 2013 in didattica
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BES

Pubblicato: agosto 17, 2013 in didattica
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Il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva, in ambito educativo e/o istruzionale, causata da un funzionamento, nei vari ambiti definiti dall’antropologia ICF [International Classification of Functioning Disability and Health], problematico per il soggetto in termini di danno, ostacolo al suo benessere, limitazione della sua libertà e stigma sociale, indipendente dall’eziologia (bio-strutturale, familiare, ambientale, culturale ecc.) e che necessita di educazione speciale individualizzata.
I bes riguardano quindi gli alunni che, in una certa fase della loro crescita (nel periodo di vita fino a diciotto anni), accanto a bisogni educativi normali, e cioè quelli di sviluppo delle competenze, di appartenenza sociale, di identità e autonomia, di valorizzazione e di autostima, di accettazione, hanno anche bisogni speciali, più complessi e difficoltosi, talvolta patologici, generati da condizioni fisiche o da fattori personali o ambientali, che creano difficoltà di funzionamento educativo e apprenditivo.
In questa concezione di bes è centrale il concetto di funzionamento educativo e apprenditivo, che è il risultato globale delle reciproche influenze, esercitate, durante il percorso evolutivo e di crescita, dalle condizioni fisiche (la dotazione biologica, la crescita del corpo), dai contesti in cui lo studente cresce (le relazioni, le esperienze, gli ambienti fisici) e dalle sue caratteristiche personali (l’autostima, l’identità, la motivazione ecc.). Una cornice concettuale efficace per supportare la descrizione e la comprensione dell’intreccio tra questi fattori è data dal modello icf messo a punto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001, che riformula i concetti di funzionamento umano, salute e disabilità a partire dall’idea di salute intesa non come assenza di malattia ma come benessere bio-psico-sociale. Piuttosto che attraverso le categorie dei manuali diagnostici (ad esempio l’icd-10), la comprensione del funzionamento globale della persona viene posta in termini di salute (nelle tre dimensioni, biologica, individuale e sociale) e non di malattia (mancanza, distanza dalla norma). L’approccio bio-medico individuale alla disabilità (il problema è individuale e di esclusiva pertinenza medico-psicologica) viene sostituito da un approccio socio-relazionale nello studio della disabilità. Ne consegue che ogni individuo, date le proprie condizioni di salute, può trovarsi in un ambiente
con caratteristiche che possono limitare o restringere le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale.
L’icf, correlando la condizione di salute con l’ambiente, promuove un metodo di misurazione della salute, in termini di capacità/difficoltà nella realizzazione di attività, che permette di ricercare e rimuovere gli ostacoli alla partecipazione sociale e alla massima autorealizzazione dell’individuo, assumendo una prospettiva in cui l’handicap connesso alla disabilità è il frutto dell’interazione tra le caratteristiche individuali e quelle fisiche ma anche culturali dell’ambiente in cui la persona vive.

D. Ianes, Bisogni Educativi Speciali e inclusione, Erickson, Trento 2005.

La Ricerca

Pubblicato: luglio 20, 2013 in didattica, varie
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La Ricerca

Classe 2.0

Pubblicato: luglio 20, 2013 in didattica, PROGETTO
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L’introduzione di ogni nuova tecnologia cambia la visione del mondo e la forma della conoscenza. I cambiamenti interessano la stessa società, perché cambiano i problemi che si vogliono e possono affrontare e di conseguenza cambia il modo di ragionare, l’epistemologia e la stessa ontologia. L’accesso alle informazioni è sempre più facile e diretto, ma è difficile orientarsi nella complessità e si perde facilmente la consapevolezza che nella rete hanno la stessa evidenza e apparente autorevolezza notizie vere e false.
Contemporaneamente non si può prescindere dall’utilizzo delle nuove tecnologie per la necessità di multimedialità, ipertestualità, ampiezza e aggiornamento continuo delle informazioni, condivisione e collaborazione nell’ottica della formazione continua.
Il compito della scuola diventa allora quello di creare ambienti idonei all’apprendimento al di là dello schema tradizionale spiegazione/studio individuale/verifica, favorendo la costituzione di una comunità di docenti e discenti che interagiscono nella costruzione del sapere. Il docente oltre al suo ruolo tradizionale deve porsi come guida in grado di portare gli studenti a diventare protagonisti della conoscenza,
In questa ottica il nostro progetto, indirizzato ad una seconda classe superiore, punta alla costituzione di un ambiente di apprendimento strutturato in modo non tradizionale, con postazioni di lavoro dotate di idonei strumenti tecnologici, organizzate anche fisicamente in modo non gerarchico, per favorire negli alunni la collaborazione tra pari e la produzione individuale e/o collettiva, e per far loro sviluppare in modo autonomo e attivo competenze e abilità.
I docenti, ciascuno secondo le proprie affinità, competenze e attitudini, nella specificità della propria disciplina e in un’ottica multidisciplinare, svilupperanno un metodo di guida all’apprendimento. Si cercherà comunque di mantenere un equilibrio tra le attività collaborative mediate dall’uso di nuove tecnologie e l’impostazione tradizionale, con momenti di riflessione personale e ascolto.


FIERA DELLA SCIENZA 2013

MATEMAGICA

prof. Teresa Carloni

 

Molto spesso lo studio della matematica si presenta arido e lontano dalla realtà. In particolare le proprietà algebriche di base vengono memorizzate senza comprenderne la motivazione, considerandole necessarie ed autoreferenziali.

La ricerca di componenti ludiche permette di inserire il divertimento nell’apprendimento, stimolando i ragazzi alla ricerca di ulteriori aspetti e proprietà inaspettate, rendendoli ‘ricercatori’ e sperimentatori.

Nell’ambito della Fiera delle Scienza è stato proposto a studenti dell’I.I.S. ‘Corridoni-Campana’ di affrontare giochi di magia matematica. Come guida in questo lavoro sono stati adottati testi di Martin Gardner, Ennio Peres e Federico Peiretti.

Essendo coinvolti alunni della sezione tecnica, gli aspetti teorici non sono stati approfonditi oltre quanto necessario per capire il funzionamento dei trucchi e per ideare variazioni spettacolari.

I principi matematici prevalentemente utilizzati sono stati:

  • regole di algebra elementare, con particolare riguardo alle proprietà dell’addizione;

  • rappresentazione di numeri in base 2;

  • proprietà dei numeri naturali, in particolare controllo della parità;

  • le corrispondenze biunivoche.

Dopo una dimostrazione pratica e sorprendente dei vari trucchi, gli studenti hanno avuto la spiegazione di come e perché essi funzionino, e quindi è stato discusso su come renderli più spettacolari o più complessi e difficili da scoprire. Contemporaneamente, sapendo che i fruitori avrebbero potuto avere dai cinque agli ottant’anni, i giochi scelti sono stati tarati sulle diverse fasce d’età. L’esibizione ha avuto notevole successo grazie anche alle capacità istrioniche degli studenti che si sono lasciati coinvolgere e appassionare.

 

Dalì e Disney

Pubblicato: Mag 22, 2013 in arte, didattica
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Non solo Paperino nel mondo della matematica, anche un excursus nell’arte


(traccia della conferenza nel progetto di approfondimento sulle geometrie)

INFINITO

  1. L’infinito non è un numero ma un concetto
    1. Il più grande numero con un nome
        1. Buddisti : asankhyeya 10140
        2. Mondo occidentale : googol 10100
        3. Googolplex: 10 elevato a un googol
  2. Nella cultura occidentale
    1. antica Grecia
      1. Distinzione in potenza e in atto
      2. A-peiron
      3. Platone (427 a.C. – 347 a.C.) il bene è finito
      4. Pitagora (575 a.C. – 495 a: C.) tutto è numero – problema degli irrazionali
      5. Democrito (460 a.C. – 360 a. C.) primi metodi infinitesimali
      6. Zenone di Elea (495 a.C. – 430 a. C.) paradossi
      7. Aristotele (384 a.C. –322 a.C.)
      8. Euclide (circa 300 a. C.) enciclopedia della matematica del tempo- metodo deduttivo
      9. Archimede (287 a. C. – 212 a. C.) stima di pi greco – L’Arenario (granelli di sabbia)
    2. I paradossi dell’infinito potenziale
      1. Achille e la tartaruga
      2. Paradosso degli interi e dei quadrati (Galileo)
      3. Paradosso della ruota (già in Aristotele, poi Galileo)
    3. Algebra
      1. Infinità dei numeri primi (Euclide)
      2. Viète (1540 – 1603) , Wallis (1616 – 1703) , Gregory (1638 – 1675): come somma di termini con approssimazione voluta
      3. le somme infinite: dalle successioni alle somme parziali
      4. il problema della convergenza
        1. la serie geometrica di ragione -1<q<1 converge
        2. per q= -1 , 0,1 o ½? Leibniz (pag 45 Maor)
        3. la serie armonica non converge
        4. paradossi: cambiando l’ordine degli addendi cambia il limite (Pag 50)
    4. Geometria
      1. 2° e 5° postulato di Euclide
        1. Gerolamo Saccheri (1667 – 1733) cerca di dimostrarlo, basi di nuova geometria
        2. Geometrie non euclidee (ellittica – iperbolica)
      2. Archimede e Democrito – metodo di esaustione
      3. procedimenti euristici
        1. Dagli “scaloni” alle piramidi equivalenti
        2. pi greco: dai poligoni alla lunghezza della circonferenza
        3. Cavalieri, Torricelli e Galilei – metodo degli indivisibili – concetto di infinitesimo
        4. la tromba di Torricelli
        5. i frattali
    5. Cantor
      1. contare come corrispondenza biunivoca, potenza del continuo
      2. apparenti paradossi
      3. nuova definizione di infinito (finito è ciò che non è infinito)
      4. numeri relativi e razionali
      5. numeri reali e potenza del continuo
      6. potenza superiori e insieme delle parti
      7. retta, segmento, quadrato, cubo
  3. l’infinito altrove
    1. In Cina
    2. In Arabia
  4. infinito e arte
    1. prospettiva
    2. nastro di Mobius
    3. Escher
  5. infinito e letteratura
    1. Tristram Shandy (Sterne, 1761)
    2. Carrol (1895) Ciò che la tartaruga disse ad Achille
    3. Il messaggio dell’Imperatore (Kafka 1917)
    4. la biblioteca di Babele – La scrittura di Dio(Borges)
    5. il paradosso di Richard
  6. infinito e fisica
    1. l’infinitamente piccolo e il movimento
    2. l’infinitamente grande e l’universo
      1. infinito e limitato?


Nel 1644 Evangelista Torricelli (1608-1647) pubblicò il suo unico libro, l’Opera geometrica. Uno dei risultati in esso contenuti, che fece scalpore fra i suoi contemporanei, fu il calcolo del volume del solido ottenuto ruotando un ramo di iperbole attorno al suo asse, y=1/x sull’intervallo [1, ∞) ovvero con x≥1. Torricelli lo chiamò solido acuto iperbolico, ma oggi si usano nomi più fantasiosi, da anfora di Zeus a tromba di Torricelli o tromba di Gabriele.
Il risultato era veramente inaspettato. Il solido ha infatti un volume finito, ma una superficie esterna e una sezione interna infinite. Il che significa, pensandolo come un recipiente, che si può riempire l’interno di vernice, ma non si può pitturare l’esterno! O, pensandolo come una torta, che si può mangiarla tutta intera, ma non a fette!
La paradossalità di questi risultati, in realtà, derivano soltanto da una visione ingenua dell’infinito. Dall’idea, cioè, che una serie infinita o un integrale illimitato dovessero necessariamente essere infiniti. Fonte: Piergiorgio Odifreddi, C’era una volta un paradosso. Storie di illusioni e verità rovesciate, Grandi Tascabili Einaudi, 2001